Dating amare ai

Ho dimenticato qualcosa della prima domanda, ma la dirò adesso con questa che ha fatto Serena. E’ vero che se tu vuoi fare la comunione, devi avere una preparazione; e se tu non capisci questa lingua, per esempio se sei sordo, devi avere la possibilità in quella parrocchia di prepararti con il linguaggio dei sordi. Se sei diverso, anche tu hai la possibilità di essere il migliore, questo è vero. Tutti abbiamo la stessa possibilità di crescere, di andare avanti, di amare il Signore, di fare cose buone, di capire la dottrina cristiana, e tutti abbiamo la stessa possibilità di ricevere i sacramenti. Quando, tanti anni fa – cento anni fa, o di più – il Papa Pio X disse che si doveva dare la comunione ai bambini, tanti si sono scandalizzati. Questa non ha paura, questa rischia, sa che le diversità sono una ricchezza; rischia, e ci ha dato una lezione. Nella parrocchia, nella Messa, nei Sacramenti, tutti sono uguali, perché tutti hanno lo stesso Signore: Gesù, e la stessa mamma: la Madonna. Nel nostro animo può subentrare anche un atteggiamento cinico, come se tutto si potesse risolvere subendo o contando solo sulle proprie forze.

Serena mi mette in difficoltà, perché se io dico quello che penso… La diversità non dice che chi ha i cinque sensi che funzionano bene sia migliore di chi – per esempio – è sordomuto. “Ma quel bambino non capisce, è diverso, non capisce bene…”. Questa mai sarà discriminata, sa difendersi da sola! Altre volte, all’opposto, si ripone tutta la fiducia nelle scoperte della scienza, pensando che certamente in qualche parte del mondo esiste una medicina in grado di guarire la malattia.

Il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità è indice dell’amore che siamo disposti a offrire.Ha parlato poco, tre/quattro righe, ma le ha dette con forza! “Ma, io vorrei fare la catechesi…” – “In questa parrocchia no. “Date la comunione ai bambini”, ha detto il Papa, e ha fatto di una diversità una uguaglianza, perché lui sapeva che il bambino capisce in un altro modo. Ognuno di noi ha un modo di conoscere le cose che è diverso: uno conosce in una maniera, uno conosce in un’altra, ma tutti possono conoscere Dio. Purtroppo non è così, e anche se quella medicina ci fosse, sarebbe accessibile a pochissime persone.Serena ha parlato di una delle cose più brutte che ci sono fra noi: la discriminazione. Questa parrocchia è per quelli che si assomigliano, non ci sono differenze…”. Quando ci sono diversità fra noi, si capisce in un altro modo. Quello che ha detto Serena succede, tante volte; succede tante volte ed è una delle cose più brutte, più brutte delle nostre città, della nostra vita: la discriminazione. La natura umana, ferita dal peccato, porta inscritta in sé .La tentazione di rinchiudersi in sé stessi si fa molto forte, e si rischia di perdere l’occasione della vita: . La felicità che ognuno desidera, d’altronde, può esprimersi in tanti modi e può essere raggiunta solo se siamo capaci di amare. E’ sempre una questione di amore, non c’è un’altra strada. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate!E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! Allora la fragilità stessa può diventare conforto e sostegno alla nostra solitudine.

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